La “Ferrari della musica barocca italiana”, questa una delle definizioni che la stampa internazionale ha coniato per Europa Galante, tra le formazioni più importanti al mondo, che ieri sera all’Auditorium Varrone ha entusiasmato il pubblico. Fabio Biondi, violinista e direttore del gruppo, ha introdotto le composizioni con discorsività e grande competenza, introducendo a esecuzioni esemplari per stile, energia ritmica, brillantezza. Marina De Liso, mezzosoprano dalla voce straordinaria per morbidezza e colore del timbro, ha interpretato Haendel e Pergolesi emozionando il pubblico.
Due bis, Vivaldi con la voce e Corelli strumentale per una grande serata, un grande privilegio per la città di Rieti che Biondi ha apertamente elogiato in un’intervista apprezzandone la bellezza e il valore del patrimonio artistico.
Fondata nel 1990 da Fabio Biondi Europa Galante in pochissimi anni diviene l’ensemble italiano specializzato in musica antica più famoso e premiato in campo internazionale. In pochi anni vende quasi un milione di dischi, e Le quattro stagioni vivaldiane incise per Opus 111 diventano un vero caso internazionale, conquistando tutti i più importanti premi e vendendo oltre 500.000 copie. Il suo sviluppo musicale orientato verso un repertorio universale, ma anche incline alla riscoperta di compositori oggi poco eseguiti, copre 300 anni di letteratura musicale.
Nel programma presentato al Reate Festival, intorno ai capisaldi di Haendel e Pergolesi musicisti meno noti come Brioschi, Giacomelli, Nardini. Brani strumentali alternati a brani vocali, solista il contralto Marino De Liso.
Europa Galante c'est, en quelque sorte, la Ferrari de la musique baroque
italienne conduite par un pilote surdoué, Fabio Biondi. Et c'est devant
un Grand Théâtre de Provence comble, que l'ensemble s'est produit jeudi
soir, librant un programme surprenant, mais intéressant. Sammartini,
Nardini, Pugnani, Hasse, Scaccia et Brioschi étaient à l'affiche.
Autant de compositeurs, autant de noms peu, ou pas connus du tout. Elle
était donc bienvenue, après l'entracte, l'intervention de Fabio Biondi
pour situer ces compositions dans l'histoire de la musique italienne.
Car ce sont eux qui vont assurer la transition entre l'écriture baroque,
et l'écriture "galante" marquant les prémices de l'ère classique.
Des mélodies enlevées, joyeuses colorés qui se démarquent définitivement
de la battue baroque. Cinq symphonies et deux concertos étaient au
programme de la soirée. Concertos pour violon de Nardini et Scaccia qui
donnèrent l'occasion au Maestro Biondi de briller au firmament du GTP.
Interprétations vives et sensuelles dans la lignée de ce que nous donne à
entendre Europa Galante et son créateur depuis 1990. Vivacité et
dynamisme sont deux qualificatifs qui illustrent les prestations de
musiciens de haut niveau qui, visiblement, se connaissent bien et
prennent grand plaisir à jouer ensemble.
Des lectures très personnelles, certes, mais qui ne manquent ni de
couleurs, ni d'intérêt. Une fois de plus l'ensemble à séduit. Deux bis
avant un départ que l'on espère en forme d'au-revoir...
Miche Egéa
Con un'opera inserita come cerniera tra Festival e l'inaugurazione della stagione di tradizione, il Festival Pergolesi ha confermato quest'anno la sua ritrovata vitalità, presentando una nuova produzione, Lo Frate 'nnamorato di Pergolesi, affidato a Fabio Biondi con Europa Galante per la parte musicale e all'argentino Willy Landin per regia e scene.
• Salutato da sensazionale successo alla prima napoletana del 1732 e ripreso più volte nei decenni successivi, Lo Frate 'nnammorato schiuse a Pergolesi le porte dei teatri di Napoli, all'epoca indiscussa capitale del mondo musicale; lavoro complesso per proporzioni, doppio piano linguistico, italiano e napoletano, capacità di far convivere stilemi dell'opera seria accanto ai modi della commedia musicale in dialetto, Lo Frate 'nnamorato è stato proposto a Jesi nell'edizione critica curata da Francesco Degrada per lo spettacolo scaligero diretto da Muti nel '90, con la regia di De Simone. Chi si fosse recato in teatro cercando la patina di malinconia e la morbidezza vellutata dell'orchestra milanese, ha certamente scoperto un'opera molto diversa: l'interpretazione di Biondi, che ricorre agli strumenti originali e opera una sensibile riduzione dell'organico orchestrale, tende a esaltare il brio della scrittura pergolesiana, il suo aspetto solare e trasparente, con una vivace ricerca di colori sia negli accompagnamenti dei pezzi chiusi che nel continuo. Una lettura complementare a quella di Muti e oggi di maggiore quadratura filologica, posto che il Teatro Pergolesi di Jesi si avvicina maggiormente alle dimensioni del Teatro dei Fiorentini, dove l'opera era nata, o del Teatro Nuovo, dove fu ripresa nel 1748, a 12 anni dalla morte del compositore, mentre già andava costruendosi il suo mito.
• Lo spettacolo di Willi Landin sposta la vicenda in una Napoli anni cinquanta, che ricordava più che altro la Sorrento di Pane Amore e... di Dino Risi. Scene gradevoli, recitazione spigliata, pertinenti i costumi di Elena Cicorella, nel complesso lo spettacolo diverte, rispettando fedelmente i parametri di relazioni sociali fra signori e serve e il bizzarro intreccio dei tre matrimoni di convenienza destinati al fallimento, con più di una soluzione azzeccata. Ci si chiede soltanto se non valesse la pena di mantenere l'originale ambientazione settecentesca piuttosto che ricorrere a un aggiornamento che non sfugge a qualche tentazione oleografica. Molto omogenea la compagnia dei cantanti, in cui spiccavano Filippo Morace, Don Pietro brillante, dal canto sicuro e dal napoletano impeccabile, Rosa Bove, la rissosa serva Cardella di stretta osservanza Partenopea, Elena Biccirè, Nena viperina e contegnosa, e l'incontenibile Nicola Alaimo, che ha dato una divertente caratterizzazione del vecchio e gottoso Marcaniello.
• Lo Frate 'nnamorato chiudeva idealmente il festival Pergolesi Spontini, che fra l'altro a metà settembre ha ripreso Olimpiade, ultima opera seria di Pergolesi, presentata al Teatro Moriconi nell'allestimento spettacolo andato in scena a Jesi alcuni anni fa dal regista Italo Nunziata ( scene di Luigi Scoglio e costumi di Ruggero Vitrani). Spettacolo asciutto e raffinato, che esalta l'inventiva e l'equilibro del testo metastasiano, rendendo palpabile l'alternarsi degli affetti. Un gioco di grande fascino, ben coadiuvato dall'Accademia Montis Regalis diretta da Alessandro De Marchi e da una compagnia di canto guidata dal Licida di Jennifer Rivera e l'Aristea di Lyubov Petrova.
Andrea Penna
26.09.2012 A Rieti la “Ferrari della musica barocca italiana”
La “Ferrari della musica barocca italiana”, questa una delle definizioni che la stampa internazionale ha coniato per Europa Galante, tra le formazioni più importanti al mondo, che ieri sera all’Auditorium Varrone ha entusiasmato il pubblico. Fabio Biondi, violinista e direttore del gruppo, ha introdotto le composizioni con discorsività e grande competenza, introducendo a esecuzioni esemplari per stile, energia ritmica, brillantezza
07.04.2012 L'HISTOIRE DE LA MUSIQUE SELON EUROPA GALANTE
Europa Galante c'est, en quelque sorte, la Ferrari de la musique baroque italienne (...) Interprétations vives et sensuelles dans la lignée de ce que nous donne à
entendre Europa Galante et son créateur depuis 1990.
Vivacité et
dynamisme sont deux qualificatifs qui illustrent les prestations de
musiciens de haut niveau qui, visiblement, se connaissent bien et
prennent grand plaisir à jouer ensemble.√
09.10.2011 IESI OPERA O frate 'nnamorato al Pergolesi Spontini
Chi si fosse recato in teatro cercando la patina di malinconia e la morbidezza vellutata dell'orchestra milanese, ha certamente scoperto un'opera molto diversa: l'interpretazione di Biondi, che ricorre agli strumenti originali e opera una sensibile riduzione dell'organico orchestrale, tende a esaltare il brio della scrittura pergolesiana, il suo aspetto solare e trasparente, con una vivace ricerca di colori sia negli accompagnamenti dei pezzi chiusi che nel continuo.